Crociferi ai Vergini

Il comparto dei Crociferi a Napoli1, è visibilissimo nella pianta del duca di Noja come area di traffico e di interessi esattamente definiti attorno alla chiesa dei Crociferi.

Esso occupa il secondo dei comparti, dalle proporzioni planimetriche giunte all’era moderna perfettamente inalterato fatta solo eccezione per il vecchio asse che l’attraversava da parte a parte, e sul quale, apparve sulle carte del XVIII secolo anche il cosiddetto Ospizio dei Padri Camaldolesi2.

Questo piccolo borgo è di fatto l’epicentro storico della leggendaria sepoltura negli ipogei greci di questo comparto del primo vescovo di Napoli, Sant’Aspreno, ed i padri Crociferi, proprietari dell’immobile, furono i medesimi fondatori della chiesa delle Crocelle al Chiatamone.

Esso rappresenta il primo varco su Via Foria, aperto come libero accesso a Via dei Vergini e via dei Miracoli, che conduce all’omonimo comparto alle sue spalle, ed un’ assegnazione di caratteri polifunzionali lo distinguono nettamente dai comparti afferenti Via Mario Pagano, strada aperta nell'Ottocento a sostegno della piazza dei commestibili dei Vergini e delle chiese di Santa Maria della Misericordia e Santa Maria Succurre Miseris.


Storia breve del piccolo comparto dei Crociferi ai Vergini.

Il toponimo Crociferi sembra non giustificarsi affatto, per la presenza sul posto della chiesa delle Crocelle, che, stante alle vedute della città di Napoli, prima del Lafrery del 1566 che lo presenta priva dell’immobile, e poi della veduta di Alessandro Baratta del 1629 che invece lo edita con una fila di case che marcano il fronte della strada e subito dietro orti e giardini, ma ancora senza chiesa.

  • Quindi è verosimile credere gli sia stato dato il nome di Crociferi solo al sopraggiungere degli stessi padri Ministri degli Infermi nel 1633. La concessione di costruire su questo stretto settore in realtà avvenne molto tempo dopo la data del sopraggiungere dei missionari nella zona, cuore del largo delle Pigne, oggi piazza Cavour; la concessione fu sottoscritta dal Pontefice e da Fabrizio Turbolo. Il borgo è praticamente piccolissimo, con appena una micro rete di vicoletti che ne segnano i confini al di qua e al di là degli accessi speculari al quartiere della Stella e lo stringono fino all’ordine di piazzetta dei Crociferi, sulla quale, affaccia la chiesa dei Crociferi, facciata a doppio ordine, incassata nella quinta scenica ed arretrata rispetto ai corpi di fabbrica prospicienti l’omonima stradina. Significativo resta, alla fine, la storia di questo piccolo borgo a partire dalla storia stessa della chiesa attorno alla quale sembra tutto ruotare. Si evince dai testi, infatti, che al discendere delle lave d’acqua piovana, la chiesa a mano a mano venne quasi del tutto sepolta, segno, evidentemente, che l’attuale facciata in sostanza dev’esser stata rialzata di quota rispetto alle sue fondamenta. La chiesa fu dunque ricostruita, nel 1760, a spese del matematico Antonio Monforte, forse probabilmente solo allora, dovette esser stata consacrata a Sant’Aspreno, ”primo christiano e primo vescovo della città di Napoli”. Esiste un progetto autografato Ferdinando Sanfelice che prevedeva la ricostruzione dell’immobile sacro a pianta stellare, che, per motivi economici non fu mai realizzato. L’incarico di ricostruire la chiesa fu affidato all’architetto Luca Vecchione con la direzione dei lavori al fratello Bartolomeo. In un rilievo quindi del Settecento, la chiesa di Sant’Aspreno appare a croce latina, una sola navata, con transetto, quattro cappelle per lato ed una cupola molto alta, unico elemento architettonico emergente della fabbrica stretta tra i palazzi di seconda fondazione3.


Spazio note

(1) Estratto da i testi di Ornella Zerlenga, Il Comparto del Crocifissoed il progetto della chiesa di Guglielmo Turi in Il *Borgo dei Vergini : Storia e struttura urbana / a cura di Alfredo Buccaro; prefazione di Giancarlo Alisio. - Napoli : CUEN, [1991]. - 388 p. : ill. ; 24x22 cm. Codice SBN NAP0007472 ISBN 8872951011 Collana Architettura e città; 3 BNN sez. nap. VII B 1592 pagg 145-146 (2) Cfr ASMN carteggio San Lorenzo, dis, s.a., s.d., pubbl, in Alfredo Buccaro, Istituzioni e Trasformazioni urbane nella Napoli dell’Ottocento, ivi 1985, fig. 10 (3) Cfr S. ai BB.AA.AA di Napoli, Ufficio del catalogo, scheda “A” della chiesa redatta da Alfredo Buccaro (campagna 1990)