Il nome proprio di Camorra: Sistema

Oggi il nuovo nome della Camorra è 'O Sistema1.

Camorra è una parola da sbirro2, un termine usato solo dai giornalisti e dai magistrati e dagli sceneggiatori dei films. Sta bene nei libri di storia, sulla bocca degli studiosi, sulle orecchie della gente per bene; ma ai camorristi suona meglio il termine "Sistema", perchè indica un meccanismo, piuttosto che una struttura ed è pur sempre un termine che vive di autoctona eloquenza.

Questo è quanto trovato scritto in premessa ad un'attenta disanima glottologica a sua volta del termine "Sistema" usato dai camorristi, e trattato in un documento d'inchiesta sembra impostato da suggerimenti sui lavori pregressi di Roberto Saviano, stranamente non presente nella bibliografia del professor Montuori.

Sistema è un termine proveniente dal gergo cui ha però perso via a via tutta la sua forza marginale ed entrato nell'uso comune dell'italiano dotto grazie sopratutto alla pervasività del giornalismo d'inchiesta e alla nuova letteratura di presidiare le prime pagine dei risultati di ricerca sulla rete Internet.


La parola Sistema non deriva dal dialetto ma dallo stesso italiano colto.

E' uno di quei casi eclatanti cui una parola viene importata dall'italiano al gergo, e dal gergo stravolta nel significato, ingigantita poi viene restituita all'uso comune della lingua italiana.

  • Ed anzi, meglio specificato, che il termine apparterebbe sue origini alla tradizione dotta da tempo assai radicato sul territorio. La difficoltà dei ricercatori, i glottologi anzitutto, sta nell'individuare il perchè di quest'arricchimento di natura semantica del termine Sistema, specie e sopratutto la difficoltà ad individuare l'associazione di idee poste a fondamento del significato nuovo dato al termine Sistema da persone che, il professor Montuori chiama, dialettofone e di scarsissima cultura.. Nella lingua parlata e scritta del dizionario italiano, il termine Sistema contiene in sé i sintagmi di uso processuale, senza che sorprenda, continua nella nota il professor Montuori, la stessa polisemia del termine Sistema ripercossa sui commenti nei quali si cercano di individuare fino ad oggi senza alcun successo, di determinare le suggestioni che stanno alla base di questa nuova denominazione. L'accezione universale del termine Sistema indica un organismo complesso. E a Napoli con Sistema è più adatto indicare un modo di vivere, come scrive il professore, per indicare l'ineluttabilità di una presenza, la Camorra appunto, ma soprattutto, aggiunge ancora il professore, con Sistema, deve indicarsi quella certa capacità di garantire una regolazione che sia valida per tutti, appartenenti al sistema o gente per bene, nessuna fa alcuna differenza. E Marcella Marmo non da meno osserva che la dizione di Sistema, forse meglio del vecchio modo di dire, Società, allude al primato degli affari di Camorra, che certo, funziona sia nell'accumulare redditi quanto nel ridistribuirli nel milieu sociale. Quindi si giunge alla conclusione che Sistema è un elemento dotto della lingua italiana preso in prestito dal gergo, non tanto per indicare, quanto sostituire il significato di Camorra, ma solo nel contesto proprio della marginalità organizzata gergante, causa la necessità dei suoi stessi appartenenti, si pensa tutti dialettofoni, di adattare tecnicismi compresi nella vita giudiziaria di ognuno di loro, che vivono la loro condizione di processati solo come un'ulteriore situazione comunicativa. Con queste siffatte premesse è chiaro ed oltremodo suggestivo notare come la forma burocratica e gergale del termine Sistema coesistino in perfetta simbiosi. Si tratterebbe del primo caso nella storia della lingua italiana in cui avviene quasi per vocazione lemmatica, una risemantizzazione ed un processo di scorciamento del termine Sistema, cosa che tra l'altro potrebbe assoggettarne anche le sorti di altri termini, come associazione, organizzazione.

Sistema è anche lo Stato, che con le sue gerarchie di potere presidia la collettività.

Sistema è anche la Chiesa che con i suoi membri condivide la medesima organizzazione territoriale.


  • Sistema è anche la Legge morale che governa le funzioni cognitive di un popolo e dal popolo si orienta verso il singolo chiamato a comprendere il mondo circostante; Sistema è anche la famiglia, composta dalla figura severa del Padre bilanciata dalla figura misericordiosa della Madre e dalla figura di un Fratello che nella configurazione sociale della famiglia rappresenta l'alter ego; non è un caso che nel gergo criminale madre e padre siano due termini mai importati dalla lingua dotta, mentre è noto l'uso abnorme che i gerganti marginali fanno dei termini famiglia e fratello. Nella sistemazione delle figure comprese nell'insieme classico di famiglia non trova spazio per niente la figura della moglie o della donna in generale, tenuta in conto come frutto di proprietà assoluta, mentre è vero che la figura del figlio è pari alla figura di qualsiasi altro oggetto che il camorrista ostenta come naturalissima estensione anatomica del proprio sé. Sistema in generale è quindi quella risposta alla percezione di un mondo ordinato dalle prescrizioni, dalle leggi, i comandamenti, le regole ed ogni altro forzamento alla propria volontà di espansione e alla propria connaturata essenza di dominio del territorio.

La visione della Camorra come il Candido di Voltaire.

Le leggi dello Stato ci impongono di non commettere il male pur lasciandoci nell'impossibilità di compiere il bene3.

  • Vi sarebbe anche un'analisi sul fenomeno Camorra che fino ad oggi non ha trovato fondamento alcuno nelle ricerche di accademia ma che reca con sé i segni evidenti di un'antica scolarizzazione, assai proficua, ma sfortunatamente rimasta personale ad un ricercatore che non se ne è mai fatto conto di diffonderla e per questa, come accennato da Umberto Eco: ” … rimasta grezza e con degli ingombri inutili che se però liberati darebbero altri spazi vuoti comunque da colmare”. L'analisi del fenomeno Camorra di questo ricercatore, per ovvie ragioni rimasto ignoto, è tra l'altro composta da pochissime affermazioni verosimili e che pare, fino ad oggi, non abbiano mai avuto bisogno effettivamente di un riscontro scientifico ed è stata essenzialmente estratta dalla lettura e rilettura del Candido di Voltaire. L'applicazione della teoria al concetto di Camorra desunto dal saggio del filosofo illuminista francese si presenta di comprensione alquanto ardita e molto impegnativa. L'analisi parte da questo presupposto: sono le leggi morali e non le leggi dello Stato ad imporre all'individuo una conoscenza di sé il più fedelmente possibile al mondo circostante, ovviamente a beneficio della comunità e a detrimento degli interessi personali. Per il concorrere di taluni elementi avversi in certi soggetti questo tipo di discernimento non giunge a maturazione in quanto ha già avuto luogo, probabilmente durante l'infanzia, il procedimento inverso, e cioè è il mondo circostante ad esser percepito come se fosse un'irradiazione della propria manifestazione di potenza, con tratti di esaltazione pessimistica circoscritta attorno alla visione del destino dell'uomo a partire dalla certa presa d'atto dell'esistenza del male nel mondo. Questo tipo di analisi osserva la sofferenza di molte persone che non giungerebbero mai alle condizioni di felicità offerte dal progresso della scienza, della tecnica, delle leggi del diritto e della cultura, opposte a tantissime altre persone che non hanno manifestamente bisogno di alcun beneficio dai progressi compiuti, piuttosto, essi vivono senza sacrificio alcuno e solo per inseguire l'ideale di poter un giorno concludere un proprio personale progetto di dominio del mondo circostante. L'analisi andrebbe ripresa, perfezionata, collocata nella sua giusta dimensione di ricerca per poter rendere più chiaro il suo messaggio.


Spazio note

(1) Così trovato scritto nella nota numero 172 a pagina 52 di Lessico e Camorra. Storia della parola, proposte etimologiche e termini del gergo ottocentesco., Francesco Montuori, Fridericiana Editrive Universitaria, Napoli 2008. nella nota si rimanda ad una copia dell'Unità del 23 gennaio 2005, sul pezzo di Enrico Fierro, dal titolo: ”Ora Camorra si dice 'o sistema”; cfr. Testo a stampa (moderno) Monografia Descrizione Le strade della violenza : malviventi e bande di camorra a Napoli / Isaia Sales ; con la collaborazione di Marcello Ravveduto Napoli : L'ancora del Mediterraneo, 2006 308 p. ; 21 cm. Codice SBN LO11068814 ISBN 888325161X Collana Gli alberi 60 Autore Sales, Isaia Autore secondario Ravveduto, Marcello Soggettario Firenze Camorra Classificazione Dewey 364.1 CRIMINOLOGIA. REATI PENALI 364.106094572 CRIMINE ORGANIZZATO. CAMPANIA Luogo pubblicazione Napoli Editori L'ancora del Mediterraneo Anno pubblicazione 2006
(2) Roberto Saviano, 2006: 48
(3) Testo a stampa (moderno) Monografia Descrizione Candido, ovvero L'ottimismo / Voltaire ; traduzione di Riccardo Bacchelli ; con una nota d Leonardo Sciascia Torino : Einaudi, 1983 138 p. ; 17 cm. Codice SBN CFI0000162 ISBN 8806056565 8806565648 Collana Scrittori tradotti da scrittori 4 Autore Voltaire Autore secondario Bacchelli, Riccardo Sciascia, Leonardo Luogo pubblicazione Torino Editori Einaudi Anno pubblicazione 1983 Altri titoli L'ottimismo. Titolo dell'opera Candide, ou L'optimisme.