Piano INA-Casa a Napoli

Il Piano INA-Casa a Napoli1, approntato sulle direttrici di penetrazione costiera e di penetrazione interna della città consolidata2, agli effetti della sua storia, generalmente ha seguito il decorso del Piano INA-Casa in tutta Italia2bis, fatta salva l’eccezione sull’integrazione di vari soggetti tipo IACP e Genio Civile, i quali, entro un comune piano di insediamento della città napoletana, costruiranno uno o più lotti nelle zone sventrate dai bombardamenti alleati del 1943.

Completati ai margini della città storica, nella sezione orientale di Napoli, il manufatto dei Granili oltre la Stella Polare a Via Marina, ed un’architettura più razionale quanto più travagliata attorno ai complessi industriali di Bagnoli, tipo il quartiere INA-Casa sul cratere di Agnano e La Loggetta a Fuorigrotta ed il complesso residenziale INA-Casa ed il Lotto U, meglio noto come l'ISES nel comprensiorio 167 di Secondigliano, lungo l’asse via Roma-Napoli verso Scampia.



A via Figurelle nel quartiere di Barra edificherà il Parco Azzurro nel tema più vasto delle Case Popolari dell'IACP presso i quartieri D'Azeglio e Cavour.

  • E le case popolari, i cosiddetti "Rioni Fanfani", rappresenteranno quindi il principale strumento di sviluppo dopo la guerra, che avvenne per l’uso imperativo di uno strumento urbanistico messo a disposizione dal governo democratico e rivelatosi poi di grande qualità solo formale. Inizialmente, l’idea primaria fu di costruire al massimo dei blocchi edilizi da quantificare su aree soprattutto da bonificare, poi s’è passato a pensare a dei rioni su terreni più solidi ed infine, a chiarire i confini di una questione ancora aperta, vennero realizzati autentici quartieri costruiti si terrazzamenti storici tutt’attorno ad aree verdi col proposito di non rispettare le prescrizioni del Piano Regolatore3. Infatti, il tema INA-Casa assumerà via a via i contorni di un piano sempre più proiettato non tanto ad offrire case agli sfollati, quanto piuttosto ottenere incremento dell’occupazione costruendo quelle stesse case che dovranno poi servire da volano per l’economia. Programmaticamente assente sarà la relazione con le preesistenze ambientali, e le case popolari napoletane detteranno la forma nuova della città di Napoli contemporanea, esclusiva di un ordinamento urbanistico ancora monadico.


Spazio note

(1)A partire dal XX secolo, il confine comunale funge da corona alla città di Napoli, composta ancora prevalentemente di casali immersi nella radura insinuata in un’orografia tormentata da distensioni naturali fortemente accidentate ad un prezzo talmente basso da esser ambite al punto da generare fenomeni non iscritti al Piano e da relegare al concetto di capitale sociale deviato per interessi alieni alle previsioni. Così scritto in: Città, architettura, edilizia pubblica Napoli e il Piano Ina Casa a cura di Ugo Carughi Clean Napoli 2006 BNN 2007 A 1042 pag. 109
(2) Il processo di sviluppo della proprietà fondiaria al di fuori della città consolidata ha più volte trovato facile punto di collusione con l’imprenditoria privata e locale. Purtroppo per la sua stratificazione storica, la periferia napoletana, non è mai stata una campagna vera e propria, quanto piuttosto una città sempre sul punto d’esser assediata ed edificata. Cfr L. Pagano Periferie di Napoli. La geografia, il quartiere, l’edilizia pubblica. Electa Napoli 2001 ed S. Stenti, Napoli Moderna. Città e case popolari 1868-1980, CLEAN, Napoli 1993 (2bis) Contributo dello Stato nelle costruzioni di case popolari da parte di Comuni ed istituti per la cessione in proprietà (R. D. 10-Il!-1926, n. 386 e legge 25-XI-1926, n. 2057). Contributi all'edilizia economica e popolare (R. D. 30-XI-1919, n. 2318 conv. in legge 7-11-1926, n. 253; R. D. 7-X-1923, n. 2412; RR. DD. 25-X-1924, n. 2949; 31-X11-1925, n. 2460; 17-1-1926, n. 179; art. 36 R. D. 7-11-1926, n. 193 e art. 2 R. D. 27-IX-1929, n. 1726; art. 14 R. D. 10-XI-1930, n. 1447; artt. 1 e 9 R. D. 20-X1-1930, n. 1579; RR. DD. 21-IX-1933, n. 1245; 11-1-1934, n. 38 e 30-VI-1934, n. 1059).
(3) G. Astengo, Nuovi quartieri in Italia, in Urbanistica, n° 7, 1951 pp 9-13