Miano

Miano è uno dei quartieri di Napoli1, al centro del sistema dei valloni oltre le colline.
Si tratta dell'antico feudo di Casa Borgia2 tradizionalmente trascurato dagli studi del territorio in quanto entrato a far parte del centro città, assieme ai Comuni Riuniti di Polvica, Chiaiano e Santa Croce, solo dopo il 1927.
Prima d'allora il vecchio casale di Miano ha sempre resistito all'espansione della città oltre le sue mura preferendo l'autonomia e la concessione in proprio di tutti i servizi connessi.

Si è sviluppato tutt’attorno alla chiesa parrocchiale di Maria Santissima dell’Assunta a Mianella, fino ad oggi officiata dai Minori di Santa Chiara a Spaccanapoli.

Ricade nella terza delle aree morfologiche che costituiscono la dimensione di origine dell'area a settentrione della città di Napoli collocato in asse alle direttrici di penetrazione interna alla città dai Casali di Piscinola e Secondigliano

I confini del suo antico casale, oggi non più esistente, partono dal punto esatto in cui termina idealmente la linea di confine della piccola cupa detta della Cesarea, ancora fortemente legato alle relazioni territoriali con il luogo letto delle Lava che costeggia per intero il bosco di Capodimonte, e fino al luogo anticamente detto della Croce di Miano, nella zona del casale di proprietà del Marchese di Valdetaro raggiungibile anche dallo stretto cavone tra le aree di verde di Capodimonte, i Ponti Rossi e Capodichino.

L'asse maggiore è corrispondente all’antica strada che dal centro storico conduceva a Capua e Benevento e porta proprio il nome di Via Miano. Essa, tipologicamente secondo le indicazioni urbanistiche dell'era moderna inizia da Porta Piccola a partire dal 1846, diversamente prima d'allora la strada proseguiva sinuosa fino ad agganciare la salita del Mojariello. Quindi dalla sistemazione del bosco di Capodimonte ad opera di Dehnardt, via Miano procede da Porta Piccola in linea retta fino a Porta Bellaria, e da quel momento continua scavalcando la forte pendenza del monte fratturato in quel punto dal solco del Vallone di San Rocco ed attraversato opportunamente da due tornanti frutto dell'urbanistica del Settecento.

Infine, Miano risulta al nono posto nell’Ager Neapolitanus del Capasso, ed è presente sui documenti col toponimo di Miana3.

Nel Placito di Capua conservato a Montecassino, esistono 18 documenti notarili tutti quanti datati dal 904 al 1034, i quali, con indiscutibile sicurezza trattano della materia del casale demaniale di Miano.


Occupa una posizione centrale nell'agglomerato urbano degli antichi casali.

Oggi tutti divenuti veri e propri quartieri di periferia ed è raggiungibile da est, da nord ovest attraverso la perimetrale di Scampia.

  •  Ma anche da sud attraverso l'allacciamento tangenziale e da sud sud-ovest attraverso Via Toscanella e Via Vincenzo Janfolla. Infine, dalla penetrazione territoriale fino alla rotonda di Arzano e dal Corso Secondigliano.  Per il collegamento di tutta quanta l'area settentrionale entro cui cade anche Miano come quartiere, ed il centro storico di Napoli sono state previste quattro nuove fermate della Metropolitana di Napoli linea 1, previste all'altezza di Di Vittorio, Secondigliano, Regina Margherita e, appunto, la stessa Miano. L'elemento fondamentale che mette in relazione il tessuto del quartiere di Miano con il mondo circostante è la fitta rete di comunicazioni territoriale. La medesima rimasta essenzialmente invariata fin dalle origini del tracciato principale di Via Miano. Quest'ultimo, essendo esso stesso ancora l'imponente asse storico di penetrazione interna alla città dal settore nord-orientale, raccoglie su di sé ancora l'importante funzione viaria capace di alimentare di vita e di significato i nuclei originari degli attuali quartieri che sul suo fronte affacciano. Gli stessi che a loro volta rappresentano quella mutua resistenza alle modificazioni imposte dall'avvento del XXI secolo, confermando quindi centralità e gerarchie, soprattutto per il merito acquisito nello sviluppo dell'area comprensoriale. L'impianto di questo quartiere non desta molte differenze rispetto alla sistemazione antecedente il 1925, anno in cui, contestualmente alla presentazione dello storico piano regolatore fascista, Miano come per Piscinola e Secondigliano, ma anche San Pietro a Patierno perse il carattere di casale agreste accorpandosi alla città di Napoli e divenendone prossimo quartiere di periferia. Sicchè oggi, il corso Secondigliano che è l'ideale prosecuzione di Calata Capodichino nella Via Appia, mantiene come allora senza nulla a cambiare il ruolo centrale della vita dei secondiglianesi, sottolineando come sul corso principale dello scomparso casale si svolgano ancora prevalentemente le unità dei servizi di scala urbana ed i grandi recinti monofuzionali che non hanno mai smesso di dominare le aree perturbane, come il vicinissimo aereoporto di Napoli Capodichino ed il Carcere di Secondigliano. Trasversale al corso Secondigliano oggi Via Miano ancora regge lo sviluppo di un asse di collegamento alla città antica ed alle colline e con via Santa Maria a Cubito è garantito il flusso da e per il colle di Chiaiano nella dimensione urbana che conosciamo. Quindi, Miano nello scacchiere dell'area settentrionale riveste tipologicamente un ruolo centrale nell'assialità da questo lato della periferia conferendo alla sua strada principale, via Miano appunto, la caratteristica di forte frammentazione immobiliare, in particolar modo proprio al di sotto dell'incrocio con il Corso Secondigliano; seguono, nella direzione del bosco, almeno fino all'edificio Villa Russo, una conformazione edilizia disposta variamente in spazi liberi con un timido centro ideologico appenna accennato nell’area delle caserme Boscariello e Caretto ritornando però nuovamente a frammentarsi all'altezza dei 19 caseggiati che compongono in questa zona l'offerta residenziale della Società ICE-SNEI con ingresso sia da via Miano che da via Lazio. Ed infine il solo recinto monofunzionale rappresentato dal cimitero francese. L'ex opificio Peroni e la Mianella. Dal confronto delle mappe e dai rilievi topografici precedenti al periodo fascista, la zona di Miano appare puntuale occupare la centralità di questo settore. Mentre all'indomani della gestione edilizia della città da parte dell'amministrazione Doria, Miano risulta ampliarsi notevolmente nella direzione opposta agli assi primari, occupando spazio immobiliare verso la chiesa di Santa Maria dell'Arco che tutt'oggi occupa anch'essa un ruolo ancora molto centralizzato, alla stessa maniera degli anni del casale. A sua volta poi, la chiesa di Santa Maria dell'Arco apre e chiude alla zona detta Mianella, un'area densa di significato storico nonché di nostalgico languore per la presenza dell'ex birreria Peroni e l'inizio della scarpata verso l'area delle zone vallive del bosco di Capodimonte. Questa è servita da una strada detta appunto, Via Mianella, che nel suo percorse assorbe i diversi salti di quota che essa stessa attraversa da parte a parte mantenendo rigidamente il proposito che le era stato assegnato fin dalla sua origine, ovvero, connettere tra loro piccoli e grandi caseggiati dispersi nella frattura terrestre del vallone con la chiesa dell'Assunta. Tuttavia non va trascurata la centralità dell'ex birreria Peroni, che si evidenzia tra l'altro proprio anche dall'evidente planimetria attuale che resta tale e quale agli anni della sua costruzione, ed alcuni percorsi addirittura hanno ancora mantenuto l'andamento delle origini. Ricordando a questo proposito l'intersecarsi interno di alcune strade propriamente native del casale di Miano, come via Valente e via Porta confluenti entrambe su piazza Regina Elena, e via Vittorio Emanuele e via Principe Umberto poi via Liguria ricongiungenti entrambe su piazza Milizia. Due piazze queste, piazza Milizia e piazza regina Elena assieme alla piazza antistante la chiesa di Santa Maria dell'Arco hanno da sempre rappresentato il tridente centrale della zona di Miano.

L'edilizia residenziale del quartiere di Miano a Napoli

Le infrastrutture sono disposte di modo che del quartiere sia rafforzata la discontinuità col mondo circostante.

  • Con l'esempio indiscutibile rappresentato sul territorio dalla perimetrale di Scampia, di cui, la discontinuità è visibile dal territorio che in quel punto ne ha assunto la medesima giacitura; in altre esperienze, come quella del Dardi, ad esempio, vi è invece un desiderio più proficuo di richiamare a sé l'idea della città storica pur se con qualche super dimensione rispetto al costruito tutto intorno.  E non va altrimenti dimenticato il pezzo urbano con due strade parallele ed edifici in linea con corte aperta, esperimento, questo, condotto dalla Filo-Speziale, l'architetto che completò parte della Mostra d'Oltremare a Fuorigrotta negli anni del fascismo napoletano per conto del progetto INA-Casa. Tutte quante le complesse dimensioni popolari dettano come lo si può evincere chiaramente in pianta, misure e giaciture che si contrappongono ad un tessuto più antico, minuto, persistente in forza soprattutto alla sua conformazione orografica che qui più che in ogni altra parte della città mantiene un particolare significato. Ma oltre ogni visione che sia storica oppure no, va ricordato che Miano cambierà volto una volta e per sempre non all'indomani del 1925, come da tutti creduto, ma subito dopo il 1980, in seguito alla rielaborazione del programma straordinario di governo per l'edilizia residenziale attraverso l'attuazione del Piano delle Periferie, introducendo nell'area in questione l'ultima metodologia di costruzione della città nella città, con sostituzione, e riuso di parte degli elementi provenienti dal piccolo mondo antico di Miano, ed in parte invece con la fondazione di strutture per ospitare in grande massa gli sfollati del sisma del 23 novembre del 1980. Il limite di una simile operazione fu ancora una volta la mancata progettualità di come affrontare le questioni spazio pubblico e collettivo e le attrezzature per la socialità dei residenti. Ci si è invece solo interessati a lavorare su parti già finite su se stesse tanto da non riuscire ad esitare null'altro di inciso tutto intorno. L'osservazione del rilievo di densità del quartiere appunto di Miano chiarisce i termini del confronto con altri quartieri dell'area settentrionale della città, nella medesima particolarità che il quartiere stesso si distingue per diradamento della densità corrispondente al diradamento edilizio. Solo vero la Cupa della Cesarea, e verso Mianella gli spazi restano liberi dagli incanti, le strade offrono visioni più leggibili, i fuochi visivi di lontananza in questo settore del quartiere sono per così dire impiegati nell'unica macchia di verde, che poi, apparterrebbe più propriamente al Vallone di San Rocco, e che comunque, in questo settore ancora si possono osservare in situ gli elementi di un apparato immobiliare che racconta l'antica storia del casale di Miano.


Spazio note

(1) Testo a stampa (moderno) Monografia Descrizione Vol. 1: Le *pendici orientali della collina di Capodimonte / [Leonardo Recchia] / [Renato Ruotolo] . Il cavone di Miano e il suo centro storico Napoli : CLEAN, 2010 235 p. : ill. ; 18 cm Note Descrizione basata sulla copertina Titolo sul dorso.: Itinerari 1.-2. Codice SBN UFI0557177 Primo Autore Recchia, Leonardo <1967-> Coautore Ruotolo, Renato Luogo pubblicazione Napoli Editori CLEAN Anno pubblicazione 2010 Fa parte di Parco metropolitano delle colline di Napoli : guida agli aspetti naturalistici, storici e artistici , 1 Contiene anche Il cavone di Miano e il suo centro storico Altri titoli Itinerari 1.-2.
(2) Testo a stampa (moderno) Monografia Descrizione Cenno storico di Maria SS. dell'Arco in Miano con alcuni esercizi di pietà in suo ossequio Napoli : Stabilimento Tipografico Dell'Ancora, 1888 152 p. ; 16 cm Codice SBN NAP0032912 Soggettario Firenze NAPOLI - Santa Maria Dell'Arco - Storia Luogo pubblicazione Napoli Editori Stabilimento Tipografico Dell'Ancora Anno pubblicazione 1888
Testo a stampa (moderno) Monografia Descrizione Miano nella Campania felice / Gabriele Monaco Napoli : Laurenziana, 1977 301 p., [14] c. di tav. ; 25 cm. Codice SBN NAP0112536 BNI 79-1886 Autore Monaco, Gabriele Soggettario Firenze NAPOLI - Rioni e quartieri-Miano - Visite pastorali Luogo pubblicazione Napoli Editori Laurenziana Anno pubblicazione 1977
(3) Per quanto riguarda il suo nome, deriverebbe, dalla forma arretrata del cognome di famiglia Majanus, o Majo. Plinio, 25.8.88-I G medesimo testo, nota interna a pagina 17. Le *origini del culto di S. Mauro Abate a Casoria : ricerche sull'area nord-orientale dell' Ager Neapolitanus dall' Antichità alla conquista normanna di Napoli / Claudio Ferone. - Casoria : Casa Editrice G. N. di Gennaro Navas, stampa 2006. - 158 p. : ill. ; 21 cm Codice SBN NAP0358613